Maradona è morto: arresto cardiaco

Maradona è morto: arresto cardiaco

L’ex Pibe de Oro aveva 60 anni, era nella sua casa di Tigre. Dieci giorni fa aveva lasciato l’ospedale dopo un intervento al cervello. I quotidiani argentini hanno diffuso la notizia.

Diego Armando Maradona è morto. Scioccante la notizia che arriva adesso, in questo 2020 che ormai possiam definire maledetto, dall’Argentina, riportata per prima dal quotidiano Clarin. Uno schiaffo improvviso per il mondo dello sport e per un paese intero, che grazie all’ex Pibe de Oro si è sentito grande. Come lo è per il calcio mondiale, compreso (e non può essere diversamente) per quello italiano, avendo giocato e vinto nel Napoli dal 1984 al 1991.

Cannabis Sativa L, riconosciuto lo status di pianta officinale

Cannabis Sativa L, riconosciuto lo status di pianta officinale

Il decreto Mipaaf del 23 luglio 2020 menziona la “canapa sativa infiorescenza” a usi estrattivi tra le piante officinali assicurabili al mercato agevolato o ai fondi di mutualizzazione 2020
Anche in Africa vogliono darsi alla marijuana

Anche in Africa vogliono darsi alla marijuana

Secondo l’analisi di Grand View Research il business a livello globale per la a coltivazione della cannabis legale vale quasi 18 miliardi di dollari. Così molti governi vedono i proventi derivanti dalla tassazione di queste attività come una ghiotta opportunità . Uno scenario che sta spingendo molti Paesi africani a pianificare investimenti nel settore di Elena Montobbio

3′ di lettura

Bassi costi di produzione e distese di terre fertili fanno dell’Africa il luogo ideale per la coltivazione della cannabis legale, un business che a livello globale vale quasi 18 miliardi di dollari, secondo l’analisi di Grand View Research. Le stime, che si basano sulla liberalizzazione per usi terapeutici della marijuana in un numero sempre maggiore di Paesi nel mondo, parlano di un mercato che potrebbe valere 73,6 miliardi di dollari nel 2027. E mentre nel 2019 le maggiori richieste di importazioni arrivavano dal Nord America (seguito da Europa, Asia e infine Sud America), nei prossimi cinque anni ci si aspetta un’impennata della domanda europea.

Molti governi vedono i proventi derivanti dalla tassazione di queste attività come una ghiotta opportunità: il gettito fiscale totale raccolto dalla California grazie alla cannabis medica è stato di 345,2 milioni di dollari nel 2018. È questo lo scenario che sta spingendo molti Paesi africani a pianificare investimenti nel settore. In Etiopia, il ritrovamento di alcune pipe risalenti al XIV secolo ha dimostrato che, già a quell’epoca, la pianta veniva fumata e usata per scopi terapeutici. Sono stati i coloni bianchi e la Chiesa a condannarne l’uso, dichiarando illegale la produzione. Eppure qualcosa sta cambiando. La strada èstata aperta nel 2017 dal Regno del Lesotho, enclave del Sudafrica con condizioni climatiche ideali per la coltivazione della cannabis.

Il governo del premier Thomas Thabane ha firmato in questi anni accordi multimilionari con società canadesi che stanno investendo nel settore, e nel 2018 MG Health – il maggior produttore locale – si è aggiudicata un contratto che da solo vale 7,6 milioni di dollari. La cannabis potrebbe diventare la terza fonte di entrata per un Paese che, con i suoi proventi, vorrebbe finanziare alcune importanti riforme infrastrutturali. Sempre nel 2017, è entrato nel mercato anche lo Zimbabwe: grazie alla legge Dangerous Drugs – Production of Cannabis for Medicinal and Scientific Use Regulations, può rilasciare licenze quinquennali rinnovabili per la produzione e la vendita del prodotto. Nel dicembre 2019 è stato il turno dello Zambia. Il Parlamento malawiano ha dibattuto più a lungo sulla possibilità di legalizzare la cannabis.

La svolta è arrivata lo scorso 27 febbraio, quando alla coltivazione di canapa per la produzione di fibre vegetali, integratori alimentari, tinture, oli e cosmetici, si è aggiunta quella a scopo terapeutico. Il ministro per l’Agricoltura Kondwani Nakhumwa ha posto l’accento sulla necessità di creare un’autorità regolatrice che si occupi di licenze, stoccaggio, vendita e distribuzione. I pazienti autorizzati a consumare marijuana (con un basso tasso di Thc, la sostanza psicoattiva della pianta) dovranno farlo in presenza di poliziotti o ispettori; il consumo personale per scopo “ricreativo” rimarrà invece vietato.

Secondo Nakhumwa, la manovra può contribuire a diversificare l’economia e dare impulso alle esportazioni del Paese, rallentate in seguito alla crisi dell’industria del tabacco.L’ultimo Stato africano ad aver visto in questa produzione una possibilità di guadagno (secondo Prohibition Partners, società di consulenza di Londra, il mercato nel continente potrebbe valere 7,1 miliardi di dollari nel 2023) è l’Uganda, pronto a sfruttare le opportunità di esportazione in Paesi sempre più alla ricerca di cannabis a basso costo.

Il primo carico da 250 chili ha lasciato Kampala alla volta di Tel Aviv lo scorso aprile, grazie alla partnership tra Industrial Hemp e Together Pharma. Il ministero della Salute ha stilato un protocollo rigido per le aziende che vorranno entrare in questo business: tra l’altro, sono richieste garanzie bancarie solide e fondi milionari per dare il via all’attività e vengono vietate le coltivazioni vicino a scuole e ospedali.

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Carne di maiale alla marijuana: la bizzarra trovata di un macellaio americano

Carne di maiale alla marijuana: la bizzarra trovata di un macellaio americano

Ecco quali sono gli effetti sui maiali e su chi consuma la loro carne.

Con la diffusione della legalizzazione della cannabis in alcuni degli Stati americani, un macellaio di Washington ha trovato un modo piuttosto bizzarro per farsi notare e far parlare di sé (probabilmente sollevando non poche polemiche).

William von Schneidau, questo il nome dell’uomo, ha infatti pensato di tentare un esperimento e ha iniziato a nutrire i suoi maiali con intere piante di marijuana, semi e gambi compresi. Secondo William, grazie all’aggiunta di queste fibre alla dieta dei maiali, la loro carne si sarebbe insaporita e avrebbe garantito prodotti più gustosi.

Ovviamente il costo di questa carne è superiore rispetto a quello dei maiali allevati con un’alimentazione tradizionale.

Ma una domanda sorge spontanea: cosa succede a chi la mangia? Il macellaio ha tenuto a precisare che il sapore di questa carne è più gustoso, ma il consumo non ha alcun effetto “particolare” su chi la mangia.

La stessa cosa non si può dire invece dei maiali sottoposti alla speciale alimentazione. Questi animali, infatti, esattamente come gli esseri umani, hanno dei recettori cannabinoidi e quindi assorbono completamente il THC. In altre parole, sono maiali drogati.

A Tel Aviv “piove” cannabis dal cielo. L’iniziativa di un gruppo di attivisti per la legalizzazione

A Tel Aviv “piove” cannabis dal cielo. L’iniziativa di un gruppo di attivisti per la legalizzazione

In piazza Rabin, teatro di comizi e proteste nel centro di Tel Aviv, giovedì pomeiggio sono piovuti sacchetti di cannabis. “È un uccello? È un aereo? No, è il Green Drone che ti manda cannabis gratis dal cielo”, così il gruppo di attivisti promotori dell’iniziativa per la legalizzazione a scopo ricretivo della cannabis, aveva annunciato tramite un suo canale social, l’arrivo sulla piazza di un drone carico di confezioni di marijuana. La polizia, dopo aver recuperato decine di sacchetti, ha arrestato i tre uomini che pilotavano il drone. Attualmente, l’uso medico della cannabis è consentito in Israele, mentre l’uso ricreativo è illegale ma in gran parte depenalizzato.

Cannabis legale. Canada. Per la prima volta le vendite legali hanno superato quelle illegali

Cannabis legale. Canada. Per la prima volta le vendite legali hanno superato quelle illegali

Le vendite legali di cannabis per maggiorenni sono iniziate in Canada nel 2018. Il Canada è solo uno dei due paesi in cui le vendite di cannabis sono legali, l’altro è l’Uruguay.
Tuttavia, a differenza dell’Uruguay che limita le vendite ai residenti, il Canada consente le vendite a tutti i maggiorenni indipendentemente dalla residenza. Per molti versi il Canada è il più grande esperimento industriale e politico sulla cannabis al mondo.

La transizione delle vendite dall’illegalità alla legalità è stato un processo turbolento in questo Paese, e c’era da aspettarselo. Dopotutto, il Canada è la prima nazione ad aver avviato un’impresa così massiccia nel settore della cannabis, quindi non c’è da stupirsi se ci sono delle battute d’arresto.
Dall’avvio della legalizzazione il governo canadese si è molto impegnato per combattere il mercato clandestino, che continua ad essere maggiore rispetto a quello legale. Tuttavia, la situazione è cambiata: è stato registrato il primo trimestre in cui le vendite legali di cannabis hanno superato le vendite illegali.

Così viene diffusa la notizia dall’agenzia Bloomberg:
La spesa delle famiglie canadesi per la cannabis legale nel secondo trimestre dell’anno ha superato per la prima volta il mercato illegale, mettendo una pietra miliare significativa per l’industria della cannabis legale.
Statistics Canada ha dichiarato venerdì che la spesa delle famiglie canadesi per la cannabis ricreativa ha raggiunto $ 648 milioni nel secondo trimestre del 2020, con un aumento del 74% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel frattempo, la spesa per la cannabis medica è rimasta invariata a $ 155 milioni nel secondo trimestre.
La spesa delle famiglie canadesi per la cannabis illegale è scesa a un nuovo minimo di $ 784 milioni nel secondo trimestre, ha aggiunto StatsCan. Nel complesso, il mercato legale della cannabis rappresenta ora il 50,5% di tutte le spese legate all’erba in Canada.

Si tratta di una pietra miliare significativa non solo per il Canada ma anche per il resto del mondo. Tutti gli “occhi della politica sulla cannabis” di tutto il mondo sono sul Canada per vedere come stanno andando le cose.

La situazione in Canada è tutt’altro che perfetta, e il fatto che il mercato legale sia ora seriamente in concorrenza con il mercato illegale è molto significativo. È un segno importante che la legalizzazione stia funzionando in Canada, e se il Canada può farlo, presumibilmente possono farlo anche altre nazioni in tutto il mondo.

(Articolo di Johnny Green, pubblicato su ICBC – International Cannabis Business Conference – del 31/08/2020)Le vendite legali di cannabis per maggiorenni sono iniziate in Canada nel 2018. Il Canada è solo uno dei due paesi in cui le vendite di cannabis sono legali, l’altro è l’Uruguay.
Tuttavia, a differenza dell’Uruguay che limita le vendite ai residenti, il Canada consente le vendite a tutti i maggiorenni indipendentemente dalla residenza. Per molti versi il Canada è il più grande esperimento industriale e politico sulla cannabis al mondo.

La transizione delle vendite dall’illegalità alla legalità è stato un processo turbolento in questo Paese, e c’era da aspettarselo. Dopotutto, il Canada è la prima nazione ad aver avviato un’impresa così massiccia nel settore della cannabis, quindi non c’è da stupirsi se ci sono delle battute d’arresto.
Dall’avvio della legalizzazione il governo canadese si è molto impegnato per combattere il mercato clandestino, che continua ad essere maggiore rispetto a quello legale. Tuttavia, la situazione è cambiata: è stato registrato il primo trimestre in cui le vendite legali di cannabis hanno superato le vendite illegali.

Così viene diffusa la notizia dall’agenzia Bloomberg:
La spesa delle famiglie canadesi per la cannabis legale nel secondo trimestre dell’anno ha superato per la prima volta il mercato illegale, mettendo una pietra miliare significativa per l’industria della cannabis legale.
Statistics Canada ha dichiarato venerdì che la spesa delle famiglie canadesi per la cannabis ricreativa ha raggiunto $ 648 milioni nel secondo trimestre del 2020, con un aumento del 74% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel frattempo, la spesa per la cannabis medica è rimasta invariata a $ 155 milioni nel secondo trimestre.
La spesa delle famiglie canadesi per la cannabis illegale è scesa a un nuovo minimo di $ 784 milioni nel secondo trimestre, ha aggiunto StatsCan. Nel complesso, il mercato legale della cannabis rappresenta ora il 50,5% di tutte le spese legate all’erba in Canada.

Si tratta di una pietra miliare significativa non solo per il Canada ma anche per il resto del mondo. Tutti gli “occhi della politica sulla cannabis” di tutto il mondo sono sul Canada per vedere come stanno andando le cose.

La situazione in Canada è tutt’altro che perfetta, e il fatto che il mercato legale sia ora seriamente in concorrenza con il mercato illegale è molto significativo. È un segno importante che la legalizzazione stia funzionando in Canada, e se il Canada può farlo, presumibilmente possono farlo anche altre nazioni in tutto il mondo.

(Articolo di Johnny Green, pubblicato su ICBC – International Cannabis Business Conference – del 31/08/2020)